La Regione quantifica i costi di gestione per il solo 2014: 1,7 milioni.
A carico dei cittadini !
Circa due milioni di euro. A tanto ammontano secondo la Regione Campania i costi di gestione delle discariche realizzate nella stagione emergenziale in provincia di Benevento. Un conto decisamente meno salato di quello che ci si attendeva, almeno a prima vista. Siti come Tre Ponti a Montesarchio, Serra Pastore a San Bartolomeo in Galdo, la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, e ancora i depositi di ecoballe di Casalduni e Fragneto Monforte (Toppa Infuocata) determinano un costo di gestione post mortem inferiore ai 2 milioni di euro che dovrà essere accollato ai contribuenti sanniti attraverso gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali).
Va inoltre rilevato come il principio seguito dalla Regione per la ripartizione dei costi, quello demografico, non tiene in minimo conto che il Sannio ha ben poche responsabilità sulle cause che determinarono l’emergenza rifiuti in Campania e il ricorso a mega impianti di smaltimento che oggi ricadono sulle spalle dei contribuenti ancora una volta. E incidentalmente a tal proposito va fatto notare come la popolazione indicata nel decreto regionale per il Sannio (292.077 abitanti) è superiore ai dati ufficiali del censimento Istat 2011 che assegnano alla provincia di Benevento 284.900 residenti. Un errore statistico che provoca l’aumento della quota di riparto a carico dei contribuenti sanniti.
Contro il provvedimento regionale si leva la voce di Giulia Abbate, deputata campana del Pd che aveva già sollevato il caso: "mi permetto di rilevare che così si toglieranno circa 1,7 milioni di euro dalle tasche dei sanniti, alla faccia dei proclami di Caldoro e Martusciello".
La legge 5/14 prevede autonomia e solidarietà, ma sulla solidarietà abbiamo già dato. E’ uno schiaffo – conclude Abbate - a un territorio ancora martoriato da mega discariche, sulla cui bonifica definitiva ancora non si ha la certezza dei tempi».
Fonte : Ottopagine (Leggi intero articolo)